5 consigli per passare l’immigrazione americana

Arrivi a New York per la prima volta e sei ansioso all'idea di passare l'immigrazione? Ecco 5 consigli pratici per passare senza problemi...

5 consigli per passare l’immigrazione americana
  • Da quando ho lanciato il sito CNEWYORK e il suo forum New York nel 1999, è una delle ansie più diffuse quando si parla dell’arrivo a New York: il passaggio della dogana! Inoltre, molto spesso, gli utenti confondono dogana e immigrazione, due servizi però ben diversi. L’immigrazione si incarica di approvare il vostro ingresso nel territorio americano mentre la dogana si interessa alle merci che portate.
  • In pratica, è quindi l’immigrazione il passaggio più complicato e che fa sudare freddo a molti viaggiatori. Ma con questi 5 consigli, riuscirete a superare questa fase facilmente (beh, per modo di dire perché, sul posto, vi consiglio di rimanere cortesi 😉

1/ Smettete di farvi paranoie!

  • A forza di vedere serie americane in televisione, alcuni utenti si fanno dei film sul passaggio dell’immigrazione, pensando che i poliziotti li stiano aspettando a braccia aperte per interrogarli, stile CSI New York. Anche se questo ferisce un po’ il vostro amor proprio, sappiate che l’immigrazione non vi dà molta importanza dal momento in cui siete un turista in vacanza o un uomo d’affari in trasferta. Quello che l’immigrazione cerca sono le persone che figurano negli archivi nazionali e internazionali così come gli immigrati che entrano illegalmente nel territorio americano. Se venite per passare delle vacanze, non avrete assolutamente nulla di cui preoccuparvi. D’altronde, più di 12 milioni di visitatori stranieri sono arrivati a New York nel 2019, ovvero poco più di 30.000 al giorno. La stragrande maggioranza di loro, se non tutti, è arrivata senza problemi al proprio hotel.
  • Infine, ricordate che prima della vostra partenza, avete compilato un’autorizzazione elettronica di ingresso nel territorio americano, la famosa autorizzazione di viaggio ESTA. Se un elemento avesse da subito posto un problema nel vostro fascicolo, non avreste nemmeno potuto imbarcarvi! Insomma, arrivate a New York completamente rilassati!

2/ Rispettate le istruzioni

  • Una volta scesi dall’aereo, sarete indirizzati verso una grande sala dedicata all’immigrazione. Lì, mettete il cervello in modalità “off” e seguite le istruzioni. Prima tra tutte: divieto assoluto di scattare foto in questa sala.
  • Se non avete un passaporto americano, seguite la folla di turisti nella fila dedicata agli stranieri. E aspettate, aspettate, aspettate… Alla fine della fila, un addetto vi indicherà uno sportello preciso. Presentatevi con totale tranquillità (ricordate il primo paragrafo anti-parano 😉

3/ Dite la verità, nient’altro che la verità

  • Mentre registra il vostro passaporto, l’ufficiale dell’immigrazione vi farà una serie di domande, in particolare “cosa venite a fare negli Stati Uniti”, “quanto tempo rimanete”, “conoscete qualcuno sul posto”. Rispondete alle domande con totale onestà. Se venite in vacanza, per visitare la città o vedere amici, non avete nulla da nascondere!
  • Cosa fare se non parlate inglese? Nessun problema! Due soluzioni: o l’ufficiale dell’immigrazione constaterà che il vostro scarso livello di inglese vi rende un turista perfetto e vi lascerà proseguire altrettanto velocemente, oppure farà ricorso a un traduttore, generalmente un turista nella sala.
  • L’opzione di non parlare inglese è generalmente molto pratica perché accelera la procedura. Il passaggio dell’immigrazione non è infatti un esame di inglese e, vista la fila che si allunga nella sala, gli ufficiali non sono lì per insegnarvi l’inglese…

4/ Fate quello che vi viene detto

  • Oltre alle domande, l’ufficiale dell’immigrazione prenderà le vostre impronte e una foto. Fate quello che vi chiede senza fare domande. Per la foto, guardate l’obiettivo senza sorridere, come per una foto tessera. Ancora una volta, lasciate il cervello da parte!

5/ Non scherzate

  • Che parliate bene o per niente inglese, un’ultima cosa essenziale da sapere: limitatevi a rispondere alle domande senza MAI fare battute. Tutto quello che direte sarà preso sul serio, anche una piccola barzelletta e potete davvero mettervi nei guai per una battuta. Conservate le vostre battute per dopo!
  • Nel momento in cui timbra il vostro passaporto, l’ufficiale dell’immigrazione vi farà cenno di proseguire. Lì, avrete forse la fortuna di incontrare qualcuno che vi augurerà “Welcome to New York” oppure, molto più raramente, “Buone vacanze”… Mi è già capitato di incontrare ufficiali dell’immigrazione con qualche nozione di francese ma rimane molto raro. E comunque, né lui né voi siete lì per fare quattro chiacchiere: prendete il vostro passaporto e andate a recuperare la vostra valigia sul nastro bagagli. Una volta recuperato il bagaglio, passerete la dogana. Se non avete nulla da dichiarare, proseguite semplicemente. La dogana rischia di deludervi tanto è veloce! Pochi altri passi e eccovi a New York!!!

Le testimonianze degli utenti

  • Ororo Monroe : “Avevo paura di essere respinta, come Tom Hanks in The Terminal… Paura di essere costretta a rimanere durante il mio soggiorno in aeroporto o di essere rimessa su un volo successivo. E alla fine il tizio dell’immigrazione era una perla! Ho avuto diritto a un sorriso e mi ha persino augurato un soggiorno piacevole. Uff! Vedrò alla prossima.”
  • Belinda Orange Trymbulak : “Beh, io sono capitata con una persona sgradevole. Ero sull’orlo delle lacrime. Non simpatico. Ma fortunatamente non mi sono fermata a questa brutta esperienza. I newyorkesi sono super simpatici. Mi sono innamorata di New York. Spero di tornare presto.
  • Mallory Bouvier : “L’immigrazione è stata una torta per me personalmente!
    Alla dogana il tizio ha riso molto quando gli ho detto che venivo per visitare i parchi divertimenti”.
  • Bruno Hervé : “Per noi più paura che male. Passaggio abbastanza tranquillo a JFK”.
  • Jean-françois Marine Gautier Zitta : “Primo soggiorno a New York e non parlavamo molto bene l’inglese… Siamo scesi per primi dall’aereo per essere i primi all’immigrazione! Risultato: abbiamo scelto il controllore. E il tizio era super gentile, bilingue inoltre.”
  • Gauthier Tinivella : “A marzo c’erano macchine per le impronte e la foto. Guadagno di tempo? Quasi nullo.”
  • Vincent Petit-Romero : “Per noi perfetto. Il tizio ha persino scherzato sul fatto che era il nostro viaggio di nozze, perché abbiamo aspettato 3 anni per farlo e scherzava dicendo che normalmente, dopo 3 anni, è il divorzio LOL”.
  • Aurélie Ponzo : “Noi con le nostre 3 figlie siamo stati accolti come re a New York, e non solo all’immigrazione. Troppo simpatici questi newyorkesi.”
  • Jessies Barley : “Più impressionante che altro!!!! Alla fine siamo capitati con uno tranquillo. Ci stressiamo per niente.”
  • Séverine Kinnel Verardo : “Era impressionante comunque!!”
  • Kévin Le Duigou : “Bello, mi ha parlato in francese!!!”
  • Vivi Bd DiMou : “Abbiamo aspettato 2 ore a luglio 2013 e il tizio ci ha persino augurato “buone vacanze” in francese”.
  • Valérie Rou : “Un agente molto simpatico che ha persino scherzato con me perché non mi riconosceva nella foto del passaporto perché avevo dimagrito.”
  • Brahim Ben : “Quanti dollari avete? Ok buon viaggio.
    È tutto e ad ogni viaggio.”
  • Karim Bouras : “Ci vado abbastanza spesso e se rispondete velocemente alle domande, e persino più del necessario, l’agente non vi farà nemmeno più domande e vi timbrerà il passaporto il più velocemente possibile! E naturalmente dopo le vostre impronte.”
  • Jeremy Boil : “Niente panico, è più impressionante che altro. La maggior parte delle volte gli agenti sono simpatici!”
  • Yas Mine : “Basta evitare di scherzare con loro. In generale hanno raramente il sorriso. Rimanete zen, sorridenti, rispondete alle domande e il timbro liberatore sarà assicurato. Buon viaggio.”
  • Mélanie Le Roux : “Incinta di 5 mesi, un agente mi ha visto tutto in fondo alla fila d’attesa e mi ha presa per mano. In 5 minuti, io e mio marito avevamo superato le formalità. In Francia niente di niente. Molto da imparare da questa cortesia newyorkese.”
  • Gaëtan Ktl : “Due esperienze a New York e Miami. A New York il tizio non era molto divertente. A Miami, serio ma simpatico con qualche parola in francese. Il primo consiglio di base: non oltrepassare assolutamente la linea gialla prima di essere chiamati! Almeno da loro tutti la rispettano.”
  • Sophie BD : “Infatti smettete la parano! Non c’è davvero nulla di straordinario alle dogane americane :-)”
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